Cristel Carrisi esprime sui social tutta la sua rabbia



Certamente porta un cognome importante, Carrisi. Eppure non ne ha mai fatto un vanto. Certo, è fiera di essere parte della famiglia Carrisi e di essere il frutto dell’amore di una della coppie più amate e invidiate del mondo della musica. Stiamo parlando ovviamente di Al Bano e Romina Power.

Cristel Carrisi

Cristel Carrisi è balzata agli onori delle cronache per il suo matrimonio da favola, con il quale ha detto sì per sempre nel mese di settembre del 2016. L’uomo con cui ha deciso di dividere la sua vita è Davor Luksic.

In questi giorni però Cristel pare davvero arrabbiata. Ha deciso di scrivere ciò che pensa sulla sua pagina social ufficiale, per condividere con i fan il proprio pensiero. Ecco ciò che ha scritto:

Per quanto possa essere lodevole il sentimento di voler fare qualcosa contro gli orrori della guerra in Siria, i bambini siriani non se ne fanno un bel niente di un foglio di carta con su scritto un hashtag. Forse qualcuno mi può spiegare meglio a cosa serve questo movimento “Every Child is My Child” perché evidentemente me ne sfugge l’utilità.
Vedo solo uno spreco di grandissimi personaggi dello spettacolo con in mano un foglio che di concreto fa assolutamente niente per questi poveri bambini che vivono quotidianamente nell’inferno da ormai 6 anni.




Piuttosto scegliamo un’organizzazione che ha fatto tanto e continua a dare una migliore qualità di vita ai bambini siriani, come l’UNICEF. 3 anni fa ho avuto l’onore di lavorare accanto agli agenti dell’UNHCR nel campo rifugiati Zaatari in Giordania. In poco tempo avevano eretto scuole, mense, interi quartieri con container per cercare di simulare un senso di normalità a questa gente che aveva perso tutto. Oggi questo campo esiste ancora e per molti bambini rappresenta l’unica sensazione di casa e di appartenenza.
E’ vero che non si può più tacere, ma più che parlare e postare a vuoto, bisogna DONARE e aiutare i professionisti che dedicano il loro tempo e la loro esperienza contro le atrocità della guerra.
DONIAMO all’UNICEF, FORZA!