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Karin Ann: l’artista che rappresenta al meglio la Generazione Z

Karin Ann è considerata come l’artista che riesce a rappresentare al meglio la Generazione Z. Fino a qualche tempo fa si parlava di lei come della portavoce di questa generazione, ma solo nell’Est Europa. Dopotutto è normale, dato che era conosciuta solo nei paesi dell’est, dato che questi paesi hanno una mentalità conservatrice e retrograda che Karin ha cercato di addolcire con la sua musica e le sue performance, con la speranza che i diritti civili, anche delle minoranze, potessero essere accolti e rispettati. Con il passare del tempo però Karin Ann è diventata famosa in ogni angolo del mondo e quindi è oggi considerata come la rappresentante della Generazione Z a livello globale.

Karin Ann

Karin Ann e la Generazione Z

C’è prima di tutto da dire che Karin Ann fa parte della Generazione Z. Con questo termine infatti si fa riferimento a tutti coloro che sono nati tra il 1997 e il 2012, ai giovanissimi quindi. Karin infatti ha 19 anni. Ma non è certo solo questo il punto. Il punto è che Karin con le sue canzoni tratta tematiche affini a questa generazione.

La generazione Z si caratterizza infatti per avere una mentalità molto più aperta rispetto alle generazioni del passato. I giovani desiderano infatti vivere in una società dove tutti possano avere accesso, dove tutti possono sentirsi integrati alla perfezione, accolti, abbracciati. Le vecchie generazioni invece tendono a lasciare ai margini della società molte persone, soprattutto chi è in minoranza. Karin parla di tutto questo nelle sue canzoni, una vera e proprio attivista nella lotta per i diritti civili e delle minoranze, anche della comunità LGBT.

La Generazione Z inoltre è cresciuta con il digitale, le nuove tecnologie, i social network. Non a caso si parla infatti della generazione dei nativi digitali. Sono giovani sempre connessi, che non percepiscono più confini tra culture e paesi dato che possono arginarli grazie al potere del web. Questo è un bene, ma è vero anche che i giovani di oggi proprio a causa di questo loro essere nativi digitali corrono molti rischi. Tra i rischi maggiori, l’odio che su di loro può riversarsi da persone che si sentono protetto dall’anonimato che uno schermo può offrire. Karin ha subito un odio di questa tipologia e ne parla nel nuovo singolo in uscita il 25 febbraio dal titolo “Looking at porn”.

Alla scoperta di “Looking at porn”, un brano dal grande potenziale

Looking at porn (qui il video su Youtube) è una canzone che affronta questa importante tematica in modo divertente. È una canzone che quindi non è piena di rabbia. È satirica, capace di ridicolizzare chi professa odio online. L’odio perde valore grazie alla canzone di Karin ed è possibile quindi eliminare ogni suo effetto dalla propria vita senza alcuna difficoltà.

Il brano nasce grazie alla collaborazione con il produttore Matt Schwartz, famoso paroliere che ha curato sia i testi che la musica insieme a Karin. I due hanno lavorato a lungo insieme, cercando di far sì che la visione creativa di Karin potesse esprimersi al meglio. Il video, che è già possibile vedere online, è stato girato da Simone Peluso. Non è la prima volta che Karin sceglie l’Italia per la realizzazione dei suoi videoclip, un video questo che è stato girato a Roma e che riesce a rappresentare al meglio le atmosfere che la canzone vuole evocare e il messaggio che desidera inviare al mondo intero.

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