Nina Moric a processo: Belen Rodriguez la denuncia!



Partirà il prossimo 7 luglio il mini-processo che coinvolgerà due famose showgirl straniere, impegnate nella difesa del loro “territorio”. Stiamo parlando di Nina Moric e Belen Raodriguez che all’epoca dei fatti erano in “taciti” rapporti dato che Fabrizio Corona aveva appena conosciuto la modella argentina e stava definendo la separazione dalla Moric. Ebbene in quel periodo quest’ultima avrebbe usato delle parole forti contro la sua rivale innescando la reazione della donna. Ma queste “accuse” hanno scatenato polemiche di vario genere. Ma che cosa avrebbe detto a Belen?

Nina Moric

Nina Moric a processo: Belen la denuncia!

Durante la trasmissione radiofonica La zanzara Nina Moric avrebbe definito così Belen:”Quella lì sembra un viado…un transessuale che si prostituisce. E chiedo scusa ai viados per averli paragonati a Belen“. Con queste parole aveva strappato un sorriso al web che poi l’aveva accusata di essere solamente gelosa del rapporto tra Fabrizio e Belen. Ma Nina sempre molto attiva sui social non avrebbe retto bene le critiche e ha poi incalzato:”Belen non è una bella persona come tutti credono, girava per casa nuda davanti a mio figlio, che ha avuto gli incubi, ma poi appena poteva mi minacciava di morte e di portarmi via mio figlio”


Nina Moric vs Belen Rodriguez: una baruffa che fa infuriare la comunità lgbt!

Le parole della Moric sono state considerate dalla Rodriguez “offensive” e “discriminanti” al punto da indurla a denunciarla. La sua battaglia è stata ascoltata e infatti il 7 luglio si darà vita a questo particolare processo. E’ facile dedurre cosa possa aver scatenato questa decisione da parte della magistratura che dovrebbe impegnarsi ad occuparsi di cose un pò più importanti. Ma al di là dei doveri e delle responsabilità della giustizia italiana, in questa baruffa gli unici a sentirsi offesi sono i membri della comunità lgbt che si batte da sempre per i diritti dei gay, dei bisex e delle trans. Secondo gli attivisti del movimento quello che si deve condannare è l’idea che quelle “accuse” possano essere considerate un reato.